Referendum sulla Giustizia: primi dati indicano il “NO” in vantaggio

Roma, 23 marzo 2026 – I primi dati parziali dello spoglio del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia mostrano un chiaro vantaggio del “NO”, contrari alla riforma promossa dal governo. Secondo le proiezioni preliminari diffuse dai principali media, circa il 53-54% degli elettori avrebbe votato contro, mentre il “SÌ” si attesterebbe intorno al 46-47%.

L’affluenza, particolarmente elevata per un referendum senza quorum, si aggira intorno al 58-60%, segnalando un forte interesse dell’opinione pubblica verso la riforma Nordio, che prevedeva modifiche alla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e alla composizione del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il referendum di oggi rappresenta un importante banco di prova politico per il governo e per l’attuale maggioranza, che aveva promosso la riforma come un passo verso una giustizia più efficiente e trasparente. I risultati definitivi saranno ufficializzati nelle prossime ore dal Ministero dell’Interno, mentre analisti e commentatori iniziano già a valutare le possibili conseguenze sul panorama politico italiano.

Intanto, la politica italiana si prepara ad affrontare l’esito della consultazione, che potrebbe incidere sulle prossime riforme legislative e sull’orientamento degli elettori nei futuri appuntamenti elettorali.

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