Zelensky: “il nostro futuro libero e democratico”

Cari uomini liberi del paese più bello!”: così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto videomessaggio serale, rivolto ai concittadini e al mondo intero, il capo di Stato lascia trasparire un misto di ottimismo e fiducia per quella che appare come la fase decisiva, il giro di boa della guerra cominciata il 24 febbraio scorso, la conquista di Mariupol e la definitiva annessione/assimilazione del Donbass alla Federazione Russa.

Zelensky incita: “Un Paese che ha un futuro. È vero! Questo è ciò che ci motiva a combattere ora. Sul campo di battaglia e 24 ore su 24 sul fronte diplomatico, dell’informazione ed economico. Questo è ciò che ci permette di pianificare le nostre vite dopo la guerra. Il nostro futuro ucraino, libero sovrano e democratico. Sicuramente tranquillo. Sicuramente di sviluppo”.

Un futuro di sostenibilità

Poi, parlando della ricostruzione già avviata in alcune zone del Paese liberate dalle truppe russe, si spinge in una considerazione ulteriore, che guarda a un futuro di innovazione e sostenibilità, a quando la guerra sarà finalmente finita e il futuro della società e dell’economia dell’Ucraina potranno essere ripensate e ricalibrate. Spiega, infatti, Zelensky: “Il compito non è solo ricostruire fisicamente le case, gli appartamenti, i ponti e le strade, le imprese e le infrastrutture che sono state distrutte dalle truppe russe. Non solo per restituire alle persone tutto ciò che hanno perso e dare loro una nuova base nella vita” chiarisce il capo di Stato ucraino, proseguendo: “Ora è un momento storico. Il momento in cui possiamo risolvere una volta per tutte molti vecchi problemi dell’intero contesto della nostra vita. Possiamo fare un’urbanistica di qualità, dove non esisteva. Possiamo tenere conto dei flussi di traffico reali. Garantire risparmio energeticocompatibilità ambientale dei materiali, inclusività”.

Una delle priorità post-belliche: il diritto alla casa

Continuando nel suo discorso, Zelensky assicura un alloggio provvisorio a tutti coloro che hanno perso la casa a causa della guerra, cui farà seguito la completa ricostruzione delle città che sono state distrutte dagli invasori. Infine, assicura che si impegnerà in qualità di capo dello Stato per risolvere il problema abitativo e colmare le altre lacune assistenziali, tra cui le lunghissime liste d’attesa per ottenere un alloggio popolare. “Tutti in Ucraina hanno diritto alla propria casa, alla propria casa o al proprio appartamento. Il diritto a uno spazio abitativo sicuro e confortevole che sarà pensato per chiunque” spiega infatti Zelensky.

Ancora in ansia per Mariupol

L’ultimo pensiero, ma solo in ordine cronologico, è per Mariupol, la città sul mar d’Azov sotto attacco delle truppe russe, che cercano di farla capitolare per annetterla al corridoio con cui collegare il Donbass alla Crimea: “La situazione a Mariupol resta quanto più grave possibile. Questo è ciò che ha fatto la Federazione Russa. L’ha fatto deliberatamente. E deliberatamente continua a distruggere le città”. Infine, conferma le sue intenzioni di fare di tutto per salvare il destino della città-martire: “Non c’è stato un solo giorno dal blocco di Mariupol che non abbiamo cercato una soluzione. Ma trovare questa soluzione è estremamente difficile. Finora, non esiste un’opzione valida al cento per cento. Ciò vale sia per le opzioni militari che per il processo negoziale”.

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