Spoleto – I Comitati per la difesa dell’Ospedale San Matteo degli Infermi:” stupore e delusione per le dichiarazioni del dott. Fabrizio Damiani”

Il City Forum, il Comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria della Città di Spoleto e della Valnerina, il Comitato di Strada della salute pubblica, il Coordinamento per la Pace i Diritti e la difesa dell’Ambiente, nonché l’Associazione “San Matteo”, tutti da tempo impegnati per la riattivazione del punto nascita e dei reparti dell’emergenza-urgenza nel nosocomio civico di Spoleto, esprimono delusione  e stupore per le sorprendenti dichiarazioni di carattere sostanzialmente politico rese sulla stampa locale dal dottor Fabrizio Damiani in replica ai garbati rilievi rivoltigli   dall’Associazione “San Matteo” riguardo alle diffuse preoccupazioni  su questa notoria emergenza  di salute pubblica, gravanti ormai da anni  sui cittadini di Spoleto e della Valnerina, spesso nella sostanziale inerzia dei soggetti ai quali istituzionalmente competerebbe  la tutela della salute a livello locale. 

Il dottor Damiani, come lui stesso ricorda, è il Primario dell’Unità complessa ostetricia-ginecologia dell’Ospedale di Spoleto, nonché il reggente ad interim del reparto presso l’ospedale S.Giovanni Battista di Foligno.  Noi tutti lo ricordiamo ben lieto di trasferirsi, tempo addietro, a Spoleto, dove ha egregiamente svolto e svolge  il suo compito in un reparto reso efficiente, nel quale molte pazienti non solo di Spoleto hanno trovato eccellenti livelli di accoglienza ed assistenza. 

Non ricordiamo, però, suoi giudizi negativi su possibili carenze o, peggio, insicurezze del reparto maternità da lui diretto, dove numerosi sono stati i “parti naturali”, quelli “indolori in acqua” ed i“parti cesarei”, con presenza continuativa di specialisti pediatri, assistiti da un cast di ostetricia di prim’ordine. 

Quello di Spoleto è stato un ottimo e pregevole punto nascita non solo a livello regionale e dove, peraltro, la stessa attuale Presidente della Regione ha fatto nascere i propri figli, come dalla stessa ricordato nell’incontro presso l’Ospedale del 23 aprile scorso.

In tema, richiamiamo alla memoria dell’illustre Dott. Damiani, oggi così critico e ostile nei confronti della riapertura del punto nascite di Spoleto, che nei due anni precedenti alla sciagurata (e notturna) “COVIDIZZAZIONE” decisa in sede politica, il nostro ospedale poteva vantare, rispettivamente, nn. 497 e 505 parti, in linea, cioè, con gli standard minimi richiesti dalla legge e di certo in misura ben maggiore di quelli registrati in altri ospedali dell’Umbria.

Difficile capire una presa di posizione che entra politicamente sulla gestione di una specifica esigenza delle popolazioni, per ragioni che nulla hanno a che vedere con non meglio definite “illusioni di retroguardia”, ragioni che  all’atto pratico si pongono in violazione del diritto primario delle donne e del punto di vista “popolare” dei Comitati civici di Spoleto e della Valnerina di sostegno dello stesso diritto a far nascere i propri figli in un “luogo” sicuro, accogliente, ma anche di facile accessibilità.

Che poi, nel contesto della “querelle” sul punto nascite, occorra evitare “inefficienze insostenibili” appare una pura petizione di principio, un “empty box” (un contenitore vuoto, cioè) dentro al quale possono celarsi interessi di altro genere rispetto a quello primario della salute dei cittadini: l’economicità dell’azione pubblica, è notoriamente concetto ben diverso da quello aziendalistico da lui esplicitamente richiamato. La politica dovrebbe essere innanzitutto servizio alle comunità amministrate.

Per questa ragione, l’azione dei Comitati e delle donne di Spoleto e Valnerina per la restituzione del Reparto ingiustamente “sospeso” ha connotati non solo giuridici – basato cioè solo sull’esistenza di una possibile deroga ministeriale per la localizzazione nell’area del terremoto – ma sul rispetto di regole politiche anche di rilievo etico, che tengano conto delle reali esigenze del territorio, delle criticità  infrastrutturali e di locomozione in specie per le genti della Valnerina,  e che ha ricevuto una sua legittimazione “politica” non solo nelle oltre 10.000 firme di cittadini e cittadine pro-riapertura del Punto Nascite, a monito anche al ceto politico spoletino (e non solo) di superare le titubanze degli ultimi mesi, peraltro indotte forse pure dal rapporto di dipendenza di molti politici con l’ASL Umbria 2 e/o con l’amministrazione sanitaria regionale, peraltro già recepite dal programa elettorale della coalizione vincente le consultazioni regionali 2024.

Confidiamo perciò che l’illustre Dott. Damiani prosegua il suo apprezzato lavoro tecnico nella nostra Città; confidiamo altresì che i rappresentati dei Cittadini nel governo di Spoleto abbandonino le esitazioni  delle ultime settimane; confidiamo infine nell’impegno della Presidente della Regione a ottenere dal Comitato Nazionale nascita un parere favorevole alla riattivazione della Maternità/Pediatria Spoleto-Valnerina, assicurandole il nostro totale appoggio, ma anche la nostra vigile e tenace attenzione perché alle sue promesse seguano fatti concludenti. Spoleto e la popolazione della Valnerina  hanno diritto alla piena funzionalità  dell’Ospedale San Matteo degli Infermi e del relativo “Punto Nascite”, al pari degli altri quattro Ospedali DEA di I livello dell’Umbria, come già prima dell’ottobre 2020, con buona pace degli esitanti politici cittadini e di tutti coloro che, per ragioni le più diverse, ritengano Spoleto una Città di secondo ordine, che possa fare a meno del suo storico Punto nascite nell’Ospedale civico, direttamente a servizio della comunità locale

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