Pubblichiamo integralmente la nota pervenuta a questa Refazione da Europa Verde
“I dati pubblicati dal Sole 24 Ore nell’ultimo Indice del Clima (2025-2026) non lasciano spazio a interpretazioni: Terni è scivolata al 106° posto su 107, risultando la peggiore città d’Italia per ondate di calore e caldo estremo. Questo primato negativo non è solo una fatalità geografica dovuta alla “conca”, ma il risultato di una gestione del territorio che ignora sistematicamente l’emergenza climatica.
Le responsabilità del Sindaco Stefano Bandecchi e della sua giunta sono evidenti in tre ambiti precisi.”
Così Gianfranco Mascia – Co-portavoce Europa Verde Umbria, Francesca Arca e Riccardo Passagrilli – Co-portavoce Europa Verde Terni, che spiegano:
1) La guerra al verde urbano: Mentre le altre città europee lottano per aumentare le zone d’ombra, a Terni abbiamo assistito a un taglio indiscriminato di alberi. Dagli abbattimenti massicci nella Pineta Centurini (oltre 90 pini rimossi) a quelli recenti nel parco de La Passeggiata, la scusa della “sicurezza” è diventata un paravento per una gestione che priva i cittadini dell’unico refrigerio naturale contro i picchi di 35-40°C. Rimuovere alberi adulti significa alzare la temperatura al suolo di diversi gradi: una scelta politica che condanna la città a una bolla di calore invivibile.
2) L’immobilismo sulle Comunità Energetiche (CER): Nonostante la retorica sulla “Terni terra d’energia”, l’amministrazione è in ritardo colpevole sugli investimenti nelle Comunità Energetiche Rinnovabili. Mentre altrove si creano reti per l’autoconsumo che abbassano le emissioni e i costi, qui l’energia resta un terreno di scontro politico con la Regione o l’Enel, lasciando il Comune privo di una strategia per l’efficientamento del patrimonio pubblico.
3) Mancanza di visione urbanistica: Essere la penultima città per escursione termica e la prima per giorni consecutivi sopra i 30°C richiederebbe un piano d’urto contro la cementificazione e per l’adozione di materiali drenanti. Al contrario, si continua a gestire il decoro urbano con interventi spot, senza alcuna pianificazione per rendere la città resiliente ai cambiamenti climatici.”
“Terni non è condannata dal meteo, ma da una politica che preferisce l’ordinanza emergenziale alla tutela dell’ecosistema. Essere “fanalino di coda” d’Italia è la prova del fallimento di una visione che mette il cemento e i tagli davanti alla salute e alla vivibilità dei ternani.” Concludono Mascia, Arca e Passagrilli per Europa Verde









